Un Natale generoso

In Cina il Natale sta diventando una vera festa consumistica. Anche se il popolo cinese non crede a Gesù bambino, i negozi si sono appropriati di tutti i simboli della nostra festa religiosa. Troviamo alberi di natale, babbi natale con la divisa rossa, palline colorate, presepi di cartapesta, addobbi natalizi di tutti i tipi. La corsa al regalo avviene anche nelle strade illuminate di Pechino. In fondo si tratta di un business a cui nessuno vuole rinunciare. Eppure il vangelo in cui alcuni suoi punti appare chiaro. Gesù stesso dice che chi ama la sua vita la perderà e chi invece è generoso, dà la vita per gli altri avrà la vita eterna. Gesù stesso dice che neppure un capello del nostro capo perirà, ossia niente si perderà del nostro universo. Di fronte al consumismo più sfrenato ed egoistico le parole del vangelo sembrano inutili frasi perse nel vento. In fondo essere generosi non è poi così difficile, basta organizzarsi, fare semplici gesti quotidiani, non serve essere eroi. Eppure la gente vuota, cinica continua a spendere per beni che non danno la felicità, che si deteriorano e perdono consistenza con il tempo. Oggetti inutili vengono comprati per finire in fondo ai cassetti dimenticati, nelle soffitte, nelle cantine, nelle scrivanie, nei garage delle nostre case. Soprammobili inutili ci guardano dai mobili di mogano con aria stupita. A Natale forse ci aspetteremo una parola amica, essere perdonati, un gesto di affetto e invece ci ritroviamo la stanza ricoperta di regali fatti senza cuore, magari per obbligo. Il regalo diventa un dovere, non un piacere. A certe persone dobbiamo per forza fare un regalo per gli auguri. Non possiamo scappare da questa logica. Anzi chi ci ha fatto di recente un favore pretende un regalo sostanzioso, importante in occasione delle feste natalizie. I regali sono riti che dissanguano il nostro portafoglio e impoveriscono il nostro cuore già inaridito. Il mondo occidentale nel suo momento di crisi economica profonda forse riscoprirà per incanto il valore del natale vero, quello generoso. Così ripensiamo ai natali del passato quando i nonni regalavano solo mandarini e mandorle, perché non avevano altro ma regalavano tutto con slancio e affetto e con un sorriso negli occhi.

 

Ester Eroli