Un particolare delirio

Leggendo la tragedia Adelchi del Manzoni, pubblicata nel 1822 siamo rimasti sconcertati dal coro di Ermengarda. Ermengarda era figlia del re longobardo Desiderio e sorella di Adelchi. Per una precisa logica politica divenne la sposa di Carlo Magno. Sempre per ragioni politiche venne ripudiata dal consorte che preferì sposarsi in seconde nozze con Ildegarde. Per vendicarsi del torto subito Desiderio ingaggia un’aspra guerra con Carlo Magno, che grazie al tradimento di alcuni duchi longobardi, avanza con il suo esercito. La giovane sposa ripudiata trova rifugio nel convento di San Salvatore a Brescia, dove si trova anche sua sorella. In realtà la giovane è disperata, essendo innamorata del suo sposo. Quando la fragile creatura viene a sapere delle seconde nozze del marito, incapace di sopportare l’avverso destino, cade in tremendo delirio pieno di frasi incoerenti e allucinazioni. La fanciulla vive un dramma interiore senza precedenti. Il suo cuore è tormentato da sentimenti e ideali e dall’amore ancora forte per il re Carlo. Ermengarda, appartenente a un popolo di oppressori, si riscatta attraverso il dolore provvidenziale. Solo nella morte il suo spirito troverà la pace e volerà alto sopra i meschini egoismi degli uomini. In altre parole il delirio d’amore porterà la fanciulla alla tomba. Anche la protagonista di Storia di una capinera di Giovanni Verga muore in convento consunta da un febbricitante delirio d’amore. Tutto questo ci è sempre sembrato una esaltazione dell’amore romantico, sublimato da scrittori famosi. Eppure sono molte le persone che in occasione di travagliate storie d’amore sono stati presi da febbre alta, accompagnata da tremori e dolori nel corpo. L’amore intenso e deluso può scatenare febbri altissime. Alcune pagine di romanzo prendono spunto proprio dalla realtà e non sono frutto di invenzioni.

 

Ester Eroli