Viaggiare sola

In passato per una donna era molto difficile viaggiare da sola, di solito era accompagnata dal marito, dal padre, dal fratello, dal nonno. Le donne non erano incoraggiaste a viaggiare sole. I padri di solito molto autoritari impedivano alle donne di realizzare viaggi in solitaria. I padri stroncavano ogni iniziativa, anche e non ultimo per ragioni economiche, visto che le figlie erano a loro carico, e rimproveravano ogni azione scorretta. In alcuni casi i padri erano severi, non si lasciavano andare a manifestazioni d’affetto e imponevano il silenzio. Le figlie intimidite, timorose non potevano avanzare pretese, si abituavano al silenzio. Le ragazze riservate di natura restavano mute. Il loro carattere non facilitava la battaglia con la famiglia. Solo qualche moglie intraprendente prendeva il treno sola ma alla stazione di arrivo era quasi sempre attesa.

Le giovani donne si sono rese conto di aver perso molti treni, di essersi fatte scappare molte occasioni di viaggio. Per anni le donne sono rimaste al chiodo, e hanno invidiato i maschi che potevano fare i turisti liberamente con l’approvazione paterna. Molte donne invidiavano i fratelli, i cugini che potevano recarsi all’estero per studio e cultura. I giovani snobbavano le donne con chiaro senso di superiorità.

Ora anche le donne possono viaggiare sole, respirare, agire e girare liberamente e si rendono conto che sono delle privilegiate dalla sorte. Le donne ora non sono più oppresse, ma possono accedere a svaghi e studi. Prima una donna poteva uscire la sera solo per la festa del patrono del paese, e in qualche altra rara circostanza.

Bisogna però dire che siamo passati all’eccesso opposto. Le donne hanno una notevole libertà di movimento e girano anche in ore impossibili e in locali improponibili. Alcune donne con questo atteggiamento hanno avuto la peggio sono state rapinate, violentate, uccise. Per ogni cosa ci vuole il giusto mezzo.

 

Ester Eroli