Zooerastia

Negli stati uniti in particolare, ma anche nel nostro paese e in occidente soprattutto, specie tra i giovani, si sta diffondendo una pratica sessuale perversa, una deviazione sessuale particolare. Si tratta di una propensione, che si esprime in vari modi, a provare desiderio ad accoppiarsi con degli animali. Una degenerazione innaturale che riguarda molti contesti culturali e sociali. Il problema è che si arriva a fare violenza agli animali, a torture e uccisioni. Il dramma è che questa pratica viene ignorata, accolta con indifferenza non combattuta. Allora chi la pratica non essendo demonizzato la considera normale, praticabile.

Tale pratica risale alla mitologia greca quando Zeus si trasformava in cigno per conquistare Leda, o in toro, simbolo della fertilità maschile, per copulare con alcune divinità. In alcuni scritti si parlava di accoppiamenti con mostri marini e terrestri.  Poi di essa ne parla De sade nelle sue 120 giornate di Sodoma. Gli istinti sessuali si appagano in questo surrogato di amore. Nello scritto del marchese De sade si parla di varie forme di sodomia e perversione che riguarda soprattutto gli uomini. Le donne infatti sarebbero meno interessate anche se moderne pornostar si esibiscono mostrando accoppiamenti con topi, gatti, maiali, pecore, montoni, ecc. alcune nei film si uniscono con cavalli. Spesso si esibiscono con varie attrezzature per aumentare il piacere, sia in attività passiva che attiva.

In alcuni paesi gli abusi su animali sono proibiti  e considerati reati.

Gli psicologi spiegano che alla base di tale perversione ci siano umiliazioni e traumi subiti, o un delirio di onnipotenza con il relativo bisogno di dominio. L’eccitazione nasce nell’umiliare gli altri. I depravati vogliono vedere gli altri insicuri e sottomessi nel gioco sessuale. Tutto parte dal sistema nervoso anche se in ballo ci sono pure problemi genetici, ambientali e comportamentali.

Alle origini l’uomo era un predatore amante della caccia e questo istinto è rimasto come mostrano i bambini che strappano le ali a una inerme farfalla.

Queste pratiche sono in aumento e si stanno consolidando, specie in alcuni locali notturni dove nessuno indaga anche a causa dell’uso di stupefacenti.

 

Ester Eroli