Zoppicare

Quando tutto ci va bene camminiamo anche noi¸ seguendo gli altri orgogliosi come inaccessibili. Siamo alteri e distanti in un nostro luogo mentale dove gli altri entrano di striscio. Camminiamo veloci¸   sicuri come in un film dove siamo gli indiscussi protagonisti. Le nostre passeggiate eleganti sono il nostro piccolo vizio. Gli altri sono indotti a rispettarci. Siamo austeri spesso di poche parole¸ frettolosi¸  presi dalla fretta. La nostra sorella fretta è sempre al nostro fianco a ricordarci che abbiamo il tempo limitato scandito dalle lancette di un orologio implacabile come un temporale. Non abbiamo modo di soffermarci¸ di gestire il tempo¸ di soppesare le opportunità.  Non trasudiamo certo carità. Siamo tranquillizzanti con gli amici¸ untuosi con i superiori. Parliamo solo con i familiari e talvolta nemmeno con loro. Non scandagliamo il nostro animo non perlustriamo l’animo altrui. Aggrediti dalla realtà pensiamo solo a noi stessi. Ci sentiamo come una roccia¸ una duna compatta. Non pensiamo mai che ci possa essere una evoluzione nello stato delle cose.

Poi un giorno infausto cadiamo¸ ci facciamo male¸ magari sul pavimento lucido di teak¸ al mare sulla sabbia¸ sulla neve durante una gita¸  per inseguire un figlio ¸un nipote¸ durante una gita in barca¸ in casa di amici durante una cena.   Allora all’improvviso tutto cambia sinistramente. La nostra vita ideale e perfetta è limitata. Nessuno ci aiuta mentre zoppichiamo¸ tutti sottolineano implacabili il nostro difetto. Per strada la gente si gira ci guarda in modo osceno e enigmatico¸ i ragazzini ci additano come fossimo fantasmi¸ le ragazze ci guardano con aria di superioritภ ci passano avanti con stizza perché facciamo perdere tempo con la nostra camminata strascicata e sbilenca¸  i ragazzini ci definisco vecchi da ricovero e ci guardano torvo per rallentiamo la marcia¸ i giovani ci invitano in modo sgarbato  a spostarci¸ le bambine ci guardano come ipnotizzate con occhio maligno¸ gli automobilisti inferociti ci suonano spesso e ci gridano dal finestrino di sparire. Tutto sottolineano accentuano il nostro difetto come fosse una minaccia. Ci dobbiamo sbrigare ad attraversare la strada ed evitare di essere travolti. Abbiamo la sensazione netta di essere osservati¸ derisi. Niente è più sotto controllo. La gente ci addita¸ i giovani impazienti imprecano furiosamente contro di noi. Ci chiediamo cosa abbiamo fatto di male e cosa succede se capitasse a loro un fatto analogo. Tutti ci ignorano¸  ci  guardano con curiosità e gli amici stessi sbuffano si dileguano perché non possiamo fare la vita di prima andare con loro ovunque.  Allora zoppicando restiamo indietro ricacciando indietro le lacrime che vorrebbero scorrere copiose. Nessuno vuole venire con noi¸ siamo troppo lenti o accompagnarci. Ci dobbiamo arrangiare da noi camminando rasente i muri¸ aggrappati alle pareti¸ o a un bastone di legno fido compagno di viaggio. Molti ci voltano le spalle¸ conoscenti fingono di non vederci per non sentire le lamentele¸ le spiegazioni della nostra caduta. Non si può perdere tempo. Ci sentiamo esclusi da feste incontri ecc. Nella nostra società quando abbiamo un problema di salute sarebbe meglio tapparsi in casa evitare di uscire e aspettare che passi¸ meglio non farsi vedere in giro. il problema nasce quando uno non può fare a meno di uscire e farsi vedere in giro perché magari ha delle incombenze¸ ha degli impegni o è completamente solo.

 

Ester Eroli

 

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