Il risvolto dei rinfreschi

Il risvolto dei rinfreschiIn tempo di crisi economica le cerimonie di nozze, nella maggior parte dei casi, avvengono all’insegna della sobrietà e del risparmio. Si confezionano bomboniere da soli, si invitano meno persone, si risparmia sul viaggio di nozze. In verità non tutti tirano la cinghia. Molti ancora fanno ricevimenti sfarzosi ingaggiando agenzie di catering per organizzare nozze lussuose. Si organizzano feste e banchetti di nozze in ville, castelli, in vecchi borghi, si prendono a noleggio Ferrari, ecc si fanno sontuose liste di nozze, banchetti luculliani, si prendono damigelle e paggi per scortare il corteo nunziale, si comprano acconciature costose, si fanno viaggi di nozze da favola in posti esotici. In alcuni casi con stupore scopriamo che molti fanno nozze che non passano inosservate. Ci ferisce la leggerezza con cui si dilapidano soldi per un solo giorno. Gli sposi in questione sembrano avere avuto un colpo di fortuna, un miracolo dovuto al caso. Davanti al lusso ci sentiamo inermi ma accettiamo di buon grado cercando di capire cosa c’è dietro. Spesso sono colleghi quelli che si lasciano andare a sfarzi e fanno rinfreschi sul luogo di lavoro degni di un re. Ci aggiriamo fra le tavole imbandite come intrusi. Abbiamo l’illusione di essere in una favola moderna, in una magia che ha il gusto amaro della provocazione. Istintivamente cerchiamo di capire. Le conseguenze di tanto lusso sono rabbie e invidie. Nello stordimento generale cerchiamo di ragionare, di sondare, di capire come gli sposi, non ricchi, pagheranno il conto. Poi scopriamo che lo sposo ha preso in prestito alcuni oggetti, ha dissanguato il conto dei nonni, ha derubato nel tempo molti colleghi ignari, ha raggirato i genitori. Molti amano rubare nelle tasche dei colleghi, dei parenti pur di fare un matrimonio eccentrico, superiore. Allora ci ricordiamo del portafoglio sparito durante le ore di lavoro, ascoltiamo le voci di colleghi che si sono accorti, che hanno colto in fragrante il soggetto. Ricordiamo le maledizioni e le imprecazioni che abbiamo mandato contro il ladro di turno, contro l’aggressore vigliacco che operava nell’ombra. In questa realtà complicata ormai la reputazione non conta, conta apparire anche se poi tutti sanno. Tutti fingono di non sapere nulla e anche noi ci fingiamo ignari. Intanto avvertiamo il vuoto desolante, privo di luce, incolmabile che ci avvolge.

 

Ester Eroli