Mecenatismo

MecenatismoIn passato era molto diffuso il sostegno, anche  di tipo economico, alle attività culturali  e artistiche, in particolare alla pittura, scultura, architettura. Gli artisti erano liberi di esprimersi ma dovevano rendere conto a un mecenate sia esso sovrano, nobile, papa. Nelle corti, al Vaticano era diffusa la pratica del mecenatismo. Ogni forma d’arte aveva il suo benefattore. In Sicilia nacque la scuola poetica siciliana per sostenere la produzione letteraria. Nel rinascimento i Medici furono maestri del mecenatismo. Molti sovrani spesso facevano dei doni generosi con grandi manifestazioni pubbliche tra lo stupore del popolo. Ogni re voleva mostrarsi amico delle arti per mantenere inalterato nel tempo il suo buon nome. Molti monumenti che ancora ammiriamo sono stati ottenuti con il sostegno di personaggi famosi che hanno incoraggiato la cultura, assecondando le aspettative della gente. Con dignità e buona volontà sono state fatte volutamente opere, sono stati fatti rifacimenti. In passato erano molti i sovrani, i dirigenti benefattori pronti a sovvenzionare una nuova opera, una nuova impresa. Ora i mecenati sono pochi, si contano sulla punta delle dita. Prima i nobili, i signori facevano feste, si arricchivano ma si occupavano anche di cultura, cercavano di migliorare le città, le aree in cui vivevano. Ora ci si limita a seguire il restauro di qualche monumento, al recupero di qualche spazio abbandonato. Le città sono nel degrado più totale fra spazzatura e sporcizia. Il mecenatismo non è più la carta vincente dei nostri tempi. Nessun artista di rilievo ha più un protettore come accadeva in passato, per il quale operava e svolgeva lavori di vario tipo. Gli uomini di potere del nostro tempo mirano solo alla realizzazione personale e ai posteri non lasciano nulla. Il fatto è che non salvano neppure quello che ci hanno lasciato gli antenati. Bisognerebbe ritornare al un sano e proficuo mecenatismo.

 

Ester Eroli