Incolpare

IncolpareSpesso ci sembra di vivere in un tempo sbagliato. Siamo convinti di non essere adatti alla epoca che viviamo, ci sentiamo imprigionati dentro una realtà insoddisfacente. Nessuno sembra avere compassione di noi. Siamo convinti lucidamente di essere nel giusto, autorizzati a fare qualsiasi scelta. Ci sentiamo frustrati, le nostre iniziative, uguali a quelle degli altri, non sono comprese. Le espressioni di disappunto degli altri ci mettono angoscia. Allora convinti di saperne più degli altri, di essere sapienti incolpiamo senza pietà gli altri, il destino, i genitori, i nonni, la famiglia, la scuola, le amicizie . Con un profondo sospiro davanti a una sconfitta incolpiamo la fortuna, l’educazione rigida dei genitori, i maestri di scuola, gli zii, i fidanzati possessivi, i controlli eccessivi delle autorità. Saccheggiamo i nostri ricordi per trovare il capro espiatorio, il colpevole per eccellenza. La logica conclusione è che la colpa è degli altri che ci hanno sviato, che ci hanno fatto sbagliare, che ci hanno spinto su una strada senza ritorno. Ci troviamo intrappolati in una situazione che non va né avanti né indietro, massacrati dal fato, persi nel nulla, cambiati, insicuri per colpa di qualcuno. Ogni volta il colpevole ha un volto nuovo. La nostra bruttezza d’animo è colpa dei disinganni, il nostro disamore colpa dell’ultima fiamma che ci ha deluso. Ogni volta tra le righe scopriamo il colpevole, indoviniamo il responsabile a sua insaputa. Rinunciamo a vivere per incolpare gli altri. Sul diario scriviamo le pagine nere delle nostre disfatte che non ci vedono colpevoli. Siamo sempre pronti ad assolverci. Chi non si è sposato incolpa la rigida educazione ricevuta, chi si è separato l’amico che ha presentato il partener, chi ha perso il posto il dirigente. Il richiamo della coscienza propria non viene sentito. Razionalmente siamo convinti che la colpa è del cattivo di turno, il suo nome risuona nel cervello. Incolpiamo poi quasi sempre i nemici, quelli che noi definiamo tali. Ricordiamo le loro malefatte per convincerci di più. Paragoniamo il loro operato al nostro modo impeccabile di comportarsi. In alcuni casi siamo convinti che non potevamo comportarci diversamente. Siamo addestrati ad addossare agli altri molte colpe. Non ci rendiamo conto che talvolta siamo noi con le nostre stesse mani  a scavarci la fossa, siamo noi che scegliamo un ragazzo svampito invece che uno saggio, che seguiamo le mode invece che il cuore.

 

Ester Eroli