Animali sociali

Per definizione l’uomo è un animale sociale. La filosofia stessa ha più volte sottolineato questo interessante aspetto dell’essere umano, ha confermato questa esigenza. . Ogni uomo ha avvertito l’esigenza urgente di socializzare. I segnali in tal senso sono molteplici. Gli uomini amano convivere, riunirsi in gruppo per avere migliori risultati, maggiori probabilità di riuscita . In passato specialmente si dava giustamente molta importanza agli aspetti sociali di molti problemi. Gli uomini si impegnavano per una pacifica convivenza apertamente.

Ora con angoscia notevole , mentre il cuore ci sussulta, notiamo un nuovo fenomeno. La tendenza all’isolamento, a trascinare solitari la propria tristezza. Il fenomeno sta dilagando, assumendo proporzioni consistenti. Sono aumentate le persone che vivono sole, anche anziane. Nessuno vuole più genitori vecchi in casa o parenti fra i piedi. Molti manifestano in modo esasperato il desiderio di restare soli. Tutti si divincolano dagli altri. Con gli altri controllano persino le parole in modo spaventoso. Gli altri si accettano con esitazione, con dispiacere. Se ci sediamo su una panchina a fianco di uno sconosciuto questi già si mostra ostile e deluso e  magari quando si libera una panchina si allontana, coglie la palla al balzo. In vacanza i vicini di ombrellone non ci parlano, girano la faccia. In albergo gli altri turisti nemmeno ci  salutano al mattino. Comportamenti che non si capiscono emotivamente. Perché arrivare al punto di non salutare, di non dire nemmeno buongiorno?. Risoluzioni ridicole. Commuove come non si attenti ai bisogni degli altri. Tutti pensano solo ai propri bisogni, a cavarsela. Nessuno è sinceramente preoccupato per gli altri in difficoltà, nessuno guarda negli occhi mentre parla o mostra la volontà di parlare a quattr’occhi. Nessuno vuole soffrire, tantomeno patire per gli altri. Le disgrazie degli altri non interessano o in alcuni casi ci sono quelli che gioiscono del male altrui per invidia.

Un incomprensibile silenzio è calato fra le generazioni mentre ci sono vecchi che giocano a fare i giovani e i giovani che fingono di essere maturi.

Si inghiotte a fatica questa freddezza fra la gente.

Un fenomeno che ci ha colpito dei nostri giorni è il fatto che davanti a un dissapore, un diverbio anche lieve con amici, parenti nessuno fa uno sforzo per trattenerci, perché tiene a noi in modo incredibile. Nessuno ci trattiene, ci prega, ci viene incontro. Tutti sopportano di perderci con estrema, troppa disinvoltura, senza una lacrima, una parola d’addio, una frase di rito. Tutto scivola nell’indifferenza acuta, abissale.

Molti dopo la rottura con noi forse vanno in segreto a festeggiare, dimentichi che soli non si è nessuno. Razionalmente si può essere felici soli, ma non nell’animo.

 

Ester Eroli

 

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