Adolescente

I giovani nel nostro tempo sono abbastanza fortunati. Vivono in case comode, hanno internet, portano magliette firmate. Pochi sono quelli che vivono l’incubo della fame vera e propria. I genitori approvano ogni loro scelta senza tanti contrasti. Pochi vengono ripresi per i loro errori. Anche se sbagliano vengono perdonati.

In passato i figli del ceto medio e anche quelli di classe più elevate spesso nel periodo estivo venivano mandati a svolgere qualche piccolo lavoro, non per una questione di soldi, ma per educare il giovane al sacrificio. Molte ragazze prestavano assistenza a una parrucchiera, molti ragazzi in estate lavoravano nei ristoranti.

Ora i tempi sono cambiati. Gli adolescenti bivaccano nei locali fino a tarda notte fumando e bevendo senza sosta. Hanno la moto, il motorino, la bici costosa, gli occhiali da sole firmati. Passano le giornate in spiaggia, nei bar, sul lungomare. Alcuni si assentano per giorni da casa e tornano senza dare spiegazioni. Non possono essere rimproverati per nessuna ragione. Se vengono ripresi si arrabbiano e hanno reazioni spropositate. Tengono il broncio se i genitori propongono un lavoretto estivo. Sbuffano se gli zii li invitano a fare un lavoro con loro. Non intendono collaborare. Non vogliono accompagnare i nonni al mare. Sono svogliati, disattenti, non ricordano neppure il nome dei cugini. Sono presi solo dal divertimento, dal gioco della seduzione.

Troppo tardi ci si è resi conto che certi giovani hanno preso una brutta piega e non faranno mai strada nella vita.

Molti sono sgarbati, svogliati.  Spesso le madri sono separate e non riescono a seguirli. Al mare mentre le madri separate fanno breccia fra loro e amicizia, pare infatti che la solidarietà femminile scatti solo davanti a una stessa condizione di divorziate, i figli vanno dove vogliono. Fanno gare di moto, corse di velocità, prove di coraggio estremo, si cimentano in sport estremi all’insaputa della famiglia. I padri spesso sono assenti alle prese con il lavoro, rapiti dalla nuova fiamma che è comparsa al loro fianco.

In verità non è sbagliato mandare i giovani a  svolgere una piccola occupazione, leggera, non pesante. Un impegno sicuro, stabile, efficace. Con il tempo si scopre che l’ozio  nuoce gravemente alla formazione.

 

Ester Eroli