La tartaruga verde dell’acquario di Livorno

Nell’acquario di Livorno, inaugurato nel 1937 e rinnovato nel 2010 ,  troviamo una interessante area marina archeologica greco- romana con la riproduzione fedele di un relitto di una nave. Inoltre troviamo due gallerie espositive , aule didattiche e ben trentatrè vasche con più di trecento specie diverse.

In questo posto troviamo la tartaruga verde, classificata da Linneo,  per il colore del carapace, che viene ospitata in una vasca in quanto specie in via di estinzione. Si tratta di una tartaruga marina, abile nuotatrice, che ama i fondali ricchi di vegetazione, con la testa arrotondata e robusta, con la corazza bruno oliva che può presentare macchie gialle, i giovani hanno la corazza più olivastra, che può raggiungere il peso di cinquecento kg. I maschi hanno la coda più lunga e robusta.

E’ un esemplare erbivoro che si nutre di alghe, meduse, coralli, crostacei e molluschi. Ama le barriere coralline, i luoghi tropicali, le zone costiere, le coste sabbiose. I pochi esemplari rimasti si trovano in Sardegna, nel Mediterraneo, negli oceani, nelle zone a clima tropicale. Sono molto longeve, e possono raggiungere grandi dimensioni, per il loro sangue freddo di solito amano le acque temperate. Hanno robusti polmoni che consentono delle lunghe apnee. Di solito sono soggette a lunghe migrazioni.

La loro riproduzione è legata alle latitudini. I maschi sono molto competitivi per gli accoppiamenti. Le uova vengono fatte dopo mesi dall’accoppiamento. Le femmine scavano le buche per mettere le uova, da cento a duecento di numero. La gestazione dura da quaranta a settanta giorni.

La riproduzione avviene da luglio a marzo con una incubazione di sessanta giorni.

Molte tartarughe verdi hanno trovato la morte per la plastica e le reti e sono state trovate spiaggiate.

 

Ester Eroli

 

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