La Velia

Bruno Cicognani è nato e morto a Firenze. Ha scritto novelle per ragazzi, drammi teatrali, romanzi impregnati di sano realismo sull’esempio di Zola, opere autobiografiche come viaggio nella vita, l’età favolosa, le fantasie dove appare chiaro il suo impegno cattolico. Ha ottenuto il premio Marzotto.

Il suo romanzo più importante, tradotto in molte lingue, è La Velia del 1923, apprezzato dalla critica e dal suo amico scrittore Papini. Il romanzo ambientato nella Firenze di fine 800, dove vengono descritti i  quartieri,  narra l’ascesa di una ragazza del popolo sensuale e frizzante dotata di un istinto femminile vorace. Una donna non cattiva ma molto sensuale che finirà per gettare scompiglio in molte famiglie. Velia è una ragazza che la gente borghese  guarda curiosa, allegra, vivace, amante del lusso, ma povera. Sposa un uomo inetto, incapace di badare agli affari, che conosce da piccola e che è benestante. La suocera solo nutre dei dubbi sulle nozze una volta individuata la vera natura della ragazza. Essa è svampita, amante delle mode, frivola. Inoltre è una donna languida, che ama perdersi in fantasticherie, che ama l’amore in tutte le sue forme e manifestazioni. Pretende un corredo sontuoso, nozze da favola. Ama gli abiti, le raffinatezze. Ben presto si tuffa nella bella vita lasciando il marito indietro e lasciando la madre e la suocera sole in casa. La sua sensualità la rende fragile, una preda per gli uomini libidinosi. La sua sensibilità esasperata, la sua civetteria piace a tutti. Nessuno resiste al suo fascino di femmina e lei a ogni nuova conquista sente un senso di libertà e di trionfo. Si comporta come una adolescente quando seduce gli uomini anche con inganno. Suo marito ben presto si copre di ridicolo e finisce per diventare un alcolista. Il patrimonio del marito viene presto dilapidato. Per i suoi capricci si serve di una amica mezzana. Con i suoi languori infuocati Velia cerca di aspirare l’anima e i soldi degli uomini che la corteggiano. I fantasmi lascivi della sua anima rendono la sua bellezza irresistibile. Velia è una donna sanguigna, carnale. Gli uomini per lei perdono la testa. Ridotto il marito sul lastrico e all’impotenza, si procura per amante un avvocato. Divora il suo corpo e il suo patrimonio. Una volta che questi diventa vecchio e acciaccato dalle malattie lo maltratta e abbandona umiliandolo con frasi terribili di insulto. Lei ha avversione per tutto ciò che è vecchio, stantio. Lei gode nel vedere il suo ex amante umiliato e in ginocchio che tenta di recuperare la relazione con lei. Lei è irremovibile. Davanti alle sue avance resta impassibile. Il suo ex amante la vede flirtare con altri e stanco delle sue canzonature si uccide. Lei si comporta in modo scellerato. Sarà sua madre a pensare alla sepoltura dell’uomo. Velia è una donna che non si riesce a possedere totalmente sfugge anche dopo il possesso carnale. Intanto i suoi amanti traditi diventano amici fra di loro. Nessuno riesce a tenerla in pugno, Poi mette gli occhi su un giovane delicato, studente  e per conquistarlo si trasforma. Abbandona la frequentazione di locali, abiti scollati, compagnie allegre. Conduce vita ritirata, abbandona i trucchi, si veste semplicemente. In questo modo appare ringiovanita e più bella. Il ragazzo preso di mira si innamora di lei e la madre di lui invano spera che sia un capriccio passeggero. La stessa madre di lei la rimprovera, l’accusa di essere senza cuore, le predice che un giorno dovrà scontare i suoi peccati di gioventù. Velia fugge con il ragazzo con la stessa ebrezza nel sangue di quando era giovane. La perdizione non le fa paura. La madre di lei si ritira in una casa dove presta servizio e la lascia. Il marito viene assunto in un ufficio per il disbrigo di alcune pratiche ma si comporta sempre come un ebete, assente dalla faccia della terra. Velia continua  afre sfoggio della sua bellezza prorompente, del suo ardore che manda in rovina tutti. Il mondo purtroppo è pieno di donne audaci capaci di dilapidare patrimoni e mandare in rovina uomini e famiglie. L’importante è stare in guardia non cadere nella loro trappola.

 

Ester Eroli