Malignità

MalignitàSpesso abbiamo sentito il bisogno urgente di avere un’amica vicino. Ci siamo lasciati trascinare dall’istinto e abbiamo intessuto varie relazioni di amicizia. Con le amiche donne ci siamo sentite al sicuro in un rapporto alla pari, sincero, chiaramente onesto. Rapidamente siamo andati avanti nel rapporto. Abbiamo fatto viaggi insieme, aspettato le telefonate, sollecitato le uscite insieme. L’amicizia è decollata sotto il segno della eccitazione del nuovo. Poi si è approdati alla normalità di un rapporto tra coetanee. Poi per cominciare sono arrivate le contraddizioni. Atterriti abbiamo visto l’amica da gentile diventare improvvisamente furiosa con noi anche se non avevamo fatto niente. Per gelosia, rivalità sono arrivate le malignità, ossia strali, frasi acute e pungenti, insinuazioni. L’amica non ci ha più accompagnato in certi posti, nonostante le nostre suppliche, non ha più condiviso certe esperienze. In un attimo siamo state costrette a guardare in faccia alla realtà. Siamo inciampate nelle arroganze delle nostre amiche. Avremo voluto interrompere quella storia di amicizia iniziata sotto i migliori auspici. Poi siamo state assalite dal panico quando abbiamo scoperto che eravamo il bersaglio prediletto della nostra amica, che ci voleva fare male intenzionalmente senza un motivo logico. L’amica infuriata magari per i nostri successi, per un abito più bello, è passata magari alle maniere forti, ci è entrata in casa direttamente con insulti al telefono anonimi, con frasi sconce, con lettere minatorie che abbiamo scoperto essere sue. Ci siamo raffreddati, allarmati, abbiamo visto l’amicizia vacillare, zoppicare, ma siamo andate avanti per non rimanere sole, specie quando si è figlie uniche, o separate, o vedove, o anziane, o stanche. La malignità a un certo punto ha preso il sopravvento. Tuttavia ci era impossibile lacerare il cordone ombelicale che ci legava all’amica del cuore dell’infanzia. Non potevamo mandarla al diavolo, troppi ricordi. Poi abbiamo assistito alla discesa. La nostra amica si è sposata le abbiamo portato il regalo in casa, ma invece di accoglierci a braccia aperte, ci ha accolto freddamente e non ci ha offerto nemmeno un bicchierino, un dolce, un confetto. Un comportamento duro, spietato, sostenuto anche se non abbiamo mai fatto nulla di grave, anzi abbiamo detto sempre bene di lei. Siamo rimaste scioccate a vedere dove può arrivare la malignità femminile. Abbiamo compreso che ogni tanto almeno si deve provare a camminare da soli. Certe persone non meritano le nostre attenzioni, i nostri regali fatti con il cuore, non con la malizia. In questa società si assiste sempre più a varie forme di persecuzione, ma la cosa peggiore è sicuramente essere perseguitati da parenti e amici. Le donne hanno raggiunto un alto grado di malignità gratuita, senza motivo o per futili motivi ridicoli.

 

Ester Eroli