Reale tenuta di Carditello

Tra Napoli e Caserta a mezza strada, nella zona detta san Tammaro, troviamo la reale tenuta di Carditello denominata reggia anche se in origine era una magione. Venne chiamata in questo modo per la presenza massiccia nella zona di cardi, infatti in origine il posto era acquitrinoso e inospitale.

Per volontà di Carlo di Borbone, su progetto dell’architetto Collecini, allievo del famoso Vanvitelli, si creò questa area agricola proprio a nord di Napoli adibita a tenuta venatoria per la caccia e l’allevamento dei cavalli di razza. Il complesso architettonico era in stile sobrio tipicamente neoclassico, anche se la vocazione principale della tenuta era l’allevamento di pregiate razze equine. Questo sito insieme agli altri 22 siti reali dei Borboni ebbe molta fortuna. La facciata davanti del palazzo aveva una pista di terra battuta circolare adatta per i cavalli. Il palazzo era decorato con elementi classici, fontane e obelischi. Un pittore regio di nome Hackert fece le decorazioni e fu il direttore dei lavori. L’azienda agricola ben organizzata produceva anche prodotti agricoli e caseari destinati alla produzione e alla commercializzazione. I pascoli erano favoriti dalla presenza di prati, boschi, foreste. Le terre destinate alla semina erano estese per ben 2100 ettari e davano lavoro a molti abitanti della zona.

Successivamente Ferdinando IV di Borbone, trasformò e ingrandì la reggia destinata sia all’allevamento dei cavalli, sia a quello dei bovini, e alla produzione di grano. Tra in nobili fu chiamata reale delizia perché consentiva la permanenza e il soggiorno per la caccia. I boschi erano ricchi di selvaggina. Le battute di caccia consentivano di catturare cervi, volpi, lepri, cinghiali.

La reggia nel 1943 divenne sede delle truppe prima tedesche e poi americane. Dopo un periodo di abbandono e degrado è stata riportata alla luce grazie all’interesse di un pastore amante del sito che cercò di richiamare l’attenzione sulla decadenza della reggia. Il pastore morì di infarto la vigilia di Natale del 2013 proprio dentro il sito. Non è la prima volta che sono i privati ad occuparsi di siti pubblici.

Dal 2014 la reggia è gestita dal polo museale campano ed è stata riaperta al pubblico dopo anni di chiusura e abbandono. Il sito è di particolare interesse proprio per la vicinanza all’area dei campi flegrei.

 

Ester Eroli