Al passo

Al passoI tempi cambiano, quello per cui nel passato si piangeva ora si ride e viceversa, quella che era considerata un’offesa ora è un sublime complimento. Cose prima utili ora sono introvabili e fuori moda. Quello che ora fa scalpore, che appare pittoresco in passato era bandito. Un profumo denso che in passato era giudicato ottimo ora sembra scadente. Località di vacanza un tempo apprezzate e esaltate ora sono deserte, hanno perso del tutto il loro fascino. Ora affascinano i film dell’horror, morbosi in passato imperversavano le commedie brillanti. I gusti cambiano come pure le storie delle persone che vivono il presente. Ogni giorno concretamente, senza essere visionari, si assiste a un fatto nuovo. La moda stessa ha realizzato una grande rivoluzione, si è fatta più aggressiva. Gonne corte, pantaloni corti, maglioni a mezze maniche da portare in pieno inverno. Alcuni atteggiamenti nuovi ci appaiono impudenti se confrontati con quelli passati. In alcuni casi sembra che il mondo vada fuori strada, segua percorsi accidentati poco chiari per finire per perdersi in modo incredibile. La prova forse più pesante che viene richiesta è quella di essere necessariamente al passo con i tempi. Tutti devono avere questa dote. Gli anziani devono imparare a usare le card, ad essere più veloci, a usare internet, a essere più attivi e laboriosi nonostante gli acciacchi degli anni. Così mentre da un lato la popolazione invecchia dall’altro si richiede uno spirito giovane, sprint, dinamico, agile. Gli anziani dovrebbero conoscere i titoli in borsa, tutte le filiali della propria banca, tutti i numeri di codice, il funzionamento dei moderni tribunali, i nuovi codici di procedura, il funzionamento completo dei moderni elettrodomestici, dei nuovi cellulari. Gli anziani per quanto concentrati e estroversi alla prova dei fatti si rivelano impacciati, incapaci di gestirsi. Di solito per risolvere le cose in modo pacifico chiedono lumi ai figli, ai nipoti, ai vicini di casa, agli amici. Nessuno pensa ovviamente ad aggiornarli. Nessuno pensa che ci sono anche anziani che per forza maggiore non hanno nessuno, non hanno nessuno di cui fidarsi nel profondo, nell’intimo . Sono isole nel deserto senza amicizie sicure. Allora gli anziani vengono raggirati, puniti, dimenticati, allontanati in modo palese. I giovani nei loro confronti sono prevenuti. Gli anziani pagano lo scotto di non essere al passo con i tempi, senza sapere che sono tempi che mutano alla velocità della luce e quindi è difficile rimanere in sella con tutta la buona volontà. Le differenze dal passato per certe questioni sono evidenti. Per il lutto non si usa più portare il nero ad esempio. Anche alla posta l’anziano trova difficoltà. Se non corre subito allo sportello quando appare il suo numero sul monitor vedrà un altro cliente sopraggiungere al suo posto ed avere la precedenza anche se è quello successivo. Un anziano per quanti sforzi faccia cammina piano, non è rapido. L’impiegata delle poste, che ogni giorno ha un colore diverso dei capelli e delle unghie che vanno dal rosso a tutte le sfumature del celeste, osa persino rimproverare il lento anziano. Un tempo c’era almeno il rispetto per la saggezza dei vecchi. Ora basta un capello bianco a mandare in depressione una bella donna piacente. Bisogna comprendere che la popolazione invecchia e farsene una ragione, invece in giro si trovano solo abiti per adolescenti, minuscoli e striminziti come le giubbe e i gilè dei gatti.

 

Ester Eroli