Alvaro Mutis

Alvaro Mutis è nato a Bogotà il 25 agosto 1923 ed è morto a città del messico il 22 settembre 2013. Il poeta, scrittore colombiano si è quindi poi naturalizzato messicano. A causa del lavoro del padre visse per alcuni anni in Belgio, a Bruxelles. Alla morte del padre quando aveva nove anni torna in Colombia con la curiosità tipica dei bambini scopre la sua terra. Nella sua voglia di viaggiare frequenti saranno i viaggi nella sua terra di origine. Ama viaggiare come mostrano le sue letture di libri e diari di viaggio. La sua opera che riscuote molte successo è la baldanza del 1948. I suoi racconti vengono anche premiati.

Un suo romanzo particolare è Ilona arriva con la pioggia, un racconto di viaggio. Dal romanzo è stato tratto il film che ha ispirato le canzoni di Fabrizio de Andrè. Una canzone di de Andrè è un sunto del racconto. Il film ha la colonna sonora di Fabrizio de Andrè ed è stato realizzato nel 1996.

Il romanzo descrive nel dettaglio Panama, una zona di passaggio, fatto di traffici illeciti e locali. La città è l’emblema del labirinto del mondo. E’ una città tentacolare presuntuosa e ingannevole, fatta di insegne luminose, feste tropicali, postriboli, varietà di  cibi e spezie. Le donne vengono spedite da un bordello all’altro dai capi trafficanti come pacchi postali. Gente di diversa origine ozia in bar malfamati dove si respira un clima criminoso. Le merci, i cibi spesso sono contraffatti. Nelle strade solo un chiasso monotono e disordinato. Nei locali scorrono fiumi di birra, coca e vodka. Tutto è di passaggio, occasionale. I lavori sono precari. Per gli stranieri non c’è riscatto, opportunità . Predomina l’avventura, la precarietà.  Le case dei quartieri bassi sono mal costruite. Ovunque si trovano sordidi casinò. E’ un luogo cosmopolita, superficiale dove i sogni di ricchezza si dissolvono. Predomina il concetto di guadagno facile. Girano infatti anche personaggi danarosi ma molto pericolosi. L’ambiente è impersonale, sordido, villano. Nelle zone residenziali si trovano prostitute scheletriche nelle strade, cartomanti, band musicali di poco valore  nelle vie. Solo i bazar attirano i clienti con la loro merce scandente e contraffatta. I miseri vivono di espedienti. I ladri sono solidali tra loro per sfuggire alla polizia. Molti gettano il denaro nelle macchine mangiasoldi allineate nel locali. Ogni tanto donne wamp comprano oggetti di lusso o falsificati nelle boutique delle grandi firme. La zona è un luogo di apparenze, di seduzioni dove predominano leggi non scritte di sopraffazione e menzogna. Si sopravvive, si arrotonda fra caos, fango e spazzatura nelle strade. Tutto è provvisorio, i negozi storici vengono soppiantati da altri negozi dove si vendono oggetti di seconda mano, altri cambiano attività. Panama è il regno delle slot machine, della contraffazione, dello spaccio in pieno giorno, delle zone abbandonate, degli sbandati senza fissa dimora. E’ una città affascinante ma scaltra e ambigua, laboriosa e falsa. I giovani si riuniscono in bande rapinano, rubano per il gusto del guadagno facile. Le ragazze minorenni si prostituiscono nei vicoli, le giovani ballano nei night club la lap dance. Molti a Panama viaggiano armati specie commercianti, industriali. Altri vi trovano una morte tragica perché impelagati in vecchi traffici.

Il protagonista stesso apre una casa di appuntamento con estrema facilità, nessuno lo controlla. Leggendo questo libro ci rendiamo conto che anche le nostre città stanno divenendo terre di nessuno in balia del degrado. Alcune città europee sono simili a Panama, anche se avevamo sperato in qualcosa di più.

 

Ester Eroli

 

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