Il degrado del centro balneare di Ladispoli

Il degrado del centro balneare di LadispoliA pochi km da Roma, ben collegata alla capitale dalla via Aurelia e dalla ferrovia, sorge Ladispoli, un piccolo centro balneare. Negli anni cinquanta e sessanta era una meta importante a causa della sua sabbia ferrosa nera ottima per la cura delle ossa. Ora la spiaggia sta subendo purtroppo un lungo processo di erosione. Era frequentata dallo stesso regista Rossellini a cui è stata dedicata la piazza Vittoria. La zona è famosa per i resti di ville romane, per i numerosi siti archeologici, per il castello Odescalchi. Quello che ci colpisce è il degrado progressivo, lento, profondo.

In passato: era un luogo esclusivo, frequentato da vip, da gente dello sport e dello spettacolo, da persone affezionate che ogni anno venivano, era frequentato anche da famiglie intere, perbene, famiglie al completo, coppie, nonni. I giovani erano molti come i bambini che affollavano le spiagge, le piste di pattinaggio, i giardini pubblici dotati di una fontana zampillante che ora non esiste più, i locali. Le piazze, i giardini erano ricchi di piante e fiori, ben curati . I marciapiedi erano intatti, puliti. Le strade non avevano buche e avvallamenti. Il mercato vendeva pesce fresco di qualità, prodotti tipici e genuini. I bar del luogo ogni sera ospitavano orchestre e musica dal vivo per allietare i villeggianti. In piazza si organizzavano gare di ballo. Per le feste si organizzavano cortei storci e bancarelle dell’artigianato provenienti da ogni regione, giostre, lotterie, giochi popolari. Gli stabilimenti organizzavano gare fra di loro di fuochi d’artificio e balli con cena sulla spiaggia. Un passato fiabesco dove rivivono le persone scomparse nei ricordi di chi ha frequentato la località.

Nel presente: Le buche deturpano i marciapiedi e le strade insieme agli escrementi dei cani. Il mercato vende solo prodotti industriali. A frequentarlo sono stranieri, famiglie spezzate, separati. I bambini e i giovani sono spariti, prevalgono gli anziani. L’acqua del mare è sporcata dalla fogne per il cattivo funzionamento del depuratore. La pizza e i piatti locali sono cucinati da locali gestiti da egiziani. Per le feste le bancarelle sono poche. I parcheggi a pagamento hanno scoraggiato pendolari e turisti. Sul lungomare bivaccano vagabondi ubriachi. Gli stabilimenti non mettono più musica e nessuno ascolta più le radio sulla spiaggia. La sera nei locali sono molte le risse fra bande rivali di stranieri.

Solo le fotografie del passato consolano. Per non pensare allo scempio si vive di ricordi, ma fino a quando? Dove sono finite le iniziative di rilancio di un centro che non merita di morire.

 

Ester Eroli