Le elemosine da parte di ricchi e non abbienti

Le elemosine da parte di ricchi e non abbientiTutti nel corso della propria vita hanno fatto una colletta, partecipato a una raccolta di denaro, una elemosina a qualcuno più bisognoso. Spesso ci guardiamo intorno per scoprire famiglie diseredate a cui dare un contributo anche modesto. L’istinto, il buon senso ci spingono a fare del bene. Come bambini ci lasciamo attrarre verso il bene. Cerchiamo di aiutare amici, conoscenti, uomini della strada, parenti con leggerezza cercando di non ferire la suscettibilità delle persone.

In questo nostro percorso spesso abbiamo incontrato persone affini a noi, pronte a fare le elemosine. Abbiamo incontrato donne ricche, vestite in modo stravagante che consideravano fare l’elemosina una specie di droga, una missione importante. Per la loro voglia di affetto le abbiamo viste all’opera. Hanno recitato per anni nelle chiese, nei centri sociali, nei centri Caritas il ruolo di donne generose. Con calma e ordine le abbiamo viste distribuire pacchi a Natale. La loro missione era come uno sfogo, come un cercare conferma della propria superiorità morale oltre che materiale.

Hanno vissuto fino in fondo questo ruolo, senza mai lasciare niente al caso, felici di essere delle benefattrici. Sono donne che magari sono ricche ma hanno avuto delle ferite infantili da lenire, o un peccato da farsi perdonare, o la paura di essere abbandonate . L’elemosina rappresenta un riscatto, una forma di successo. La loro mania di fare elemosina non è mai venuta meno. La loro dedizione ci sembrava incredibile, un sogno troppo bello per essere vero.

Poi siamo scesi nel profondo con la nostra lente di ingrandimento e abbiamo sezionato. Abbiamo scoperto un tessuto logoro, fratturato. Queste donne offrivano in elemosina cose scadute, oppure prodotti di sottomarca, abiti logori, lisi dall’usura. Non andavamo a comprare cose nuove, cibi freschi. Un comportamento ignobile, difficile da capire, quasi offensivo. Si offrono prodotti scadenti, gelati scaduti, capotti logorati dal tempo, maglie rovinate, tarlate. Il desiderio di fare elemosine che diventa quasi un desiderio di continuare a umiliare. Queste donne non hanno mai avuto il desiderio di sparire, hanno continuato imperterrite come niente fosse, davanti ai nostri occhi increduli.

Benefattrici che diventano carnefici, che colpiscono la nostra sensibilità. Sono donne che si vantano delle elemosine che fanno, e che comprendono la vita dei miseri che non hanno avuto la loro fortuna. In certi casi non serve lamentarsi, si desidera solo ritardare l’incontro con queste persone meschine che non sanno cosa significa bontà d’animo.

 

Ester Eroli