Il museo della liquirizia a Rossano (CS)

Il museo della liquirizia a Rossano (CS)In provincia di Cosenza in Calabria Rossano è famosa perché qui si concentra la maggior produzione di liquirizia con numerose fabbriche dolciarie . L’80% della produzione di liquirizia mondiale avviene nella regione Calabria. Un prodotto molto apprezzato per il suo gusto dolce-amaro, senza conservanti e additivi Nel 2001, per rendere omaggio a questo prodotto radicato sul territorio, si è inaugurato proprio a Rossano, nell’antico stabilimento produttivo e residenza della famiglia di imprenditori produttori Amarelli, un museo che si trova sulla strada statale 106 in contrada detta appunto Amarelli. E’ il secondo museo di impresa più visitato dopo Ferrari e Perugina. La famiglia Amarelli di antica e nobile tradizione era approdata nel sud d’Italia intorno all’anno mille dove aveva cominciato a lavorare la terra e in seconda battuta le radici di liquirizia puntando sulla qualità. Nel settecento si era creato il concio per la coltivazione, raccolta e lavorazione del prodotto nel cinquecento era iniziata la vera produzione che si era evoluta nel settecento. Ben quattordici generazioni in tre secoli si sono succedute partendo da una piccola azienda che nel tempo ha realizzato il suo marchio presente nei mercati mondiali come Cina e Spagna per citarne solo alcuni. L’impresa-museo è una storca dimora del quattrocento, con decorazioni seicentesche, circondata da un giardino di agrumi e una chiesa. Nell’atrio del museo si possono vedere gli stemmi della famiglia, le carrozze antiche, vecchie bici e lanterne. Successivamente si possono ammirare le foto storiche della famiglia e dell’azienda, gli abiti usati all’epoca. In alcune zone del museo si possono ammirare gli oggetti e gli attrezzi agricoli e artigianali usati nel sistema di produzione, gli strumenti di lavorazione e estrazione. Gli attrezzi manuali e i macchinari a vapore, corredati da documenti e manoscritti , illustrano l’antico sistema di produzione e il suo ciclo. I documenti esposti, i libri contabili mostrano la storia della liquirizia a partire dalla concia. Numerosi pannelli e grafici esplicativi raccontano la storia della lavorazione delle radici sotterranee di questa preziosa pianta, identificativa del territorio calabrese. Vengono illustrate anche le procedure moderne di produzione con stampi in bronzo e uso di rotative a testimonianza di una volontà innovativa. Vengono mostrati anche gli strumenti adottati per pesare il prodotto. Una galleria all’interno del museo racconta l’avvento dell’energia e il suo influsso sulla produzione di liquirizia. Un archivio all’interno conserva le lettere e le corrispondenze con altre aziende anche estere del ramo. In un altro settore del museo viene mostrata ai visitatori la commercializzazione del prodotto. Viene ricostruito un vecchio ufficio spedizioni in legno con tanto di fatture, fotocopie, e timbri e una cartina della antica Calabria. Poi troviamo un negozio, un punto vendita dell’ottocento con scaffali perfettamente ricreato con esposti i prodotti nel loro originale involucro. Le confezioni antiche erano originali e servivano ad allargare gli orizzonti commerciali verso fiere e mercati esteri ed ad avere un marchio e dei brevetti per le invenzioni oltre che un rapporto diretto con i clienti. Possiamo vedere esposte le scatoline di metallo degli inizi del novecento. Il prodotto è spesso volto a soddisfare la fantasia dei bambini. Troviamo liquirizie gommose in varie forme, torroncini, in pasta di sale, sugar free, bastoncini tradizionali, sassolini, morette, stecche di liquirizia con arancia, menta, cioccolato, anice, violetta. L’assortimento dei prodotti nel tempo si è trasformato e sofisticato grazie al connubio artigianato- tecnologia per cui troviamo confetti colorati a vari gusti, birre speciali, radici, liquori ed estratti, essenze, saponette, profumi, liquori alla birra, dentifrici al sapore di liquirizia. Molte ricette sono state usate anche da alcuni chef. Alla fine del percorso troviamo un punto informatico internet dato che l’azienda ha ormai un suo sito oltre a un francobollo. Il museo culturale è gratuito e aperto di domenica attira molti visitatori e scolaresche che spesso vengono fatte assistere anche a un filmato. In alcuni casi si consiglia la prenotazione. Si tratta infatti dell’unico museo dedicato alla liquirizia.

 

Ester Eroli

 

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