La Gam Di Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna Contemporanea

La Gam Di Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna ContemporaneaIl mese di Ottobre dello scorso anno, 2009, ha visto la riapertura degli spazi espositivi del cosiddetto GAM di Torino; il pubblico torna quindi a fluire tra le stanze della Galleria Civica, per ammirare opere di arte moderna e contemporanea: un insieme di dipinti, sculture, installazioni e fotografie, per un totale di 45 mila opere, a cui si aggiungono un numeroso gruppo di disegni e di incisioni, oltre che una vasta ed importante collezione europea di video e film d’artista.
Dal punto di vista storico, la città di Torino è stata la prima città in Italia a volere valorizzare a tutto tondo una raccolta pubblica di arte moderna, come parte costitutiva ed integrante del proprio Museo Civico, aperto nell’Ottocento. Si era alla ricerca di una location che valorizzasse nel modo migliore quella grande collezione di opere d’arte, e per un breve periodo l’esposizione fu alla Mole Antoneliana fino a che nel 1895 la collezione fu trasferita presso l’attuale sede di corso Galileo Ferrraris.

Andata distrutto durante il secondo conflitto bellico, la sede fu riedificata sulle stesse fondamenta, ad opera degli architetti Goffredo Boschetti e Carlo Bassi, nel dopoguerra, e restò tale fino ad un periodo di inagibilità, conclusosi con la riapertura del 1993, messa in atto dopo un importante rinnovamento. Le opere partono dall’Ottocento, dove sono rappresentanti per il periodo Fontanesi e Fattori, oltre a Polizza da Volpedo, mentre tra gli artisti del secolo ultimo scorso troviamo Modiglioni e Boccioni, così come DePisis e Castrati. Un ulteriore spazio espositivo è dedicato all’arte contemporanea internazionale, fino ad opere del recente movimento detto Pop Art. Il tutto è suddiviso, per la comodità del visitatore, in quattro percorsi tematici che variano nel tempo, garantendo al visitatore che torni una nuova scoperta delle collezioni, con la possibilità di una rinnovata analisi dei capolavori esposti. Periodicamente nello spazio espositivo trovano collocazione anche mostre temporanee di artisti contemporanei, che espongono opere di alto valore artistico.
Nello spazio espositivo trovano collocazione anche una fornita biblioteca, ricca soprattutto di cataloghi, oltre che di saggi artistici: si tratta di oltre 100.000 volumi; di una certa importanza risulta essere la fonoteca, che conserva negativi e stampe di molte opere d’arte, e la sala conferenze, per circa trecento posti, per incontri e conferenze culturali di ogni genere.

Una innovazione giunta con l’ultimo restauro dell’edificio è stata la nuova collocazione per i Servizi Educativi e per la videoteca. La didattica ha assimilato nuovi spazi espositivi, dedicando la sala del piano terra alle attività per le scuole, oltre ad un’apertura sul giardino per il relax dei bambini; trova posto una ulteriore collezione di libri dedicati ai ragazzi.
La videoteca si trova al piano interrato e propone un servizio rinnovato: offre ai visitatori la possibilità di una consultazione autonoma e collettiva; la collezione di video d’artista e l’archivio del documentario sono stati digitalizzati: ora esiste un database che è possibile consultare da apposite postazioni. Al primo piano troviamo una collezione permanente: qui il pubblico viene invitato ad avvicinare attraverso esposizioni ridotti nella quantità e nel numero di opere esposte, nuclei preziosi ed esemplari inediti della raccolta del Gabinetto Disegni e Stampe del Museo.
Trova ampio spazio espositivo la nuova mostra antologica dedicata a Osvaldo Licini, nato a Monte Videon Corrado, nel 1894 e morto nel 1958, noto come maestro del Novecento italiano ed internazionale, oltre che rappresentante dell’arte astratta. Sono esposti cento opere: si è cercato di ricongiungere i dipinti che appartengono al cosiddetto nucleo forte di Silvia e Lorenzo Licini, oltre a quelli che attualmente sono esposti alla Galleria d’Arte contemporanea Osvaldo Licini di Ascoli Piceno.

Le opere esposte rappresentano l’intero cammino artistico del Licini: si va dagli esordi, a partire da circail 1910, fino al 1958, anno in cui ottenne il Gran Premio Internazionale per la Pittura alla XXIX Biennale di Venezia.
Sono le opere segnate dai suoi contatti con l’ambiente artistico di quella Parigi in cui visse, così fervente di innovazioni artistiche, come lo era nel periodo in cui Licini muoveva i primi passi. Si giunge quindi all’avvicinamento all’Astrattismo internazionale, con una pausa di riflessione riguardo gli sviluppi dell’arte informale.
Nell’anno 1968 la GAM di Torino inaugurava la rassegna antologica dedicata alla pittura di Osvaldo Licini; si trattava di una mostra fortemente esaustiva, che ben rappresentava il cammino artistico del pittore.

 

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