Convegno

Tutti i giornali parlano di recessione, di frenata, di rallentamento dell’economia e dei consumi. Si parla indifferentemente di disoccupazione, di perdita dell’export. Persino la Germania è in fase di regressione.

Eppure esiste un mondo parallelo quasi invisibile ai più,  che non è toccato dalla crisi economica. Un mondo non ufficiale, fatto di vanità, di gente superba, di arrivismo e mania di protagonismo.

Mentre la gente comune rovista nei cassonetti in cerca di un tozzo di pane, e gli imprenditori si suicidano per debiti, e i disoccupati soffrono di insonnia, mentre i pensionati fanno fatica a comprare il pane ci sono forze politiche in campo che organizzano convegni su temi inutili con tutti i sentimenti.

Sono convegni che prevedono acqua a volontà per tutti come pure bloc notes  e penne, aperitivi sapientemente serviti da camerieri di classe, rinfresco a base di ghiottonerie

Ci sono tavole imbandite intorno alle quali si aggirano politicanti affamati o svogliati. Tutti mangiucchiano, piluccano visto che stanno perennemente a dieta, mordicchiano risucchiati nel gorgo di indegne chiacchiere da salotto. Sono ammessi ovviamente vini pregiati e liquori che tutti sorseggiano a volontà in lunghi calici di cristallo. Gli avanzi vengono gettati.

Nei convegni avvengono le solite chiacchiere che non portano a niente, infruttuose, che lasciano tutto come prima  è questa la legge di natura. Non serve ribellarsi. Gli inviti al convegno sono redatti su pergamena fatti con carta pregiata. La gente si aggira con passo deciso dentro il convegno con l’aria di chi sa per certo che il mondo non va avanti senza di lui. La presunzione è tipica e doverosa.

Il dilemma è cosa daremo in eredità ai posteri, forse sono poche e scarne chiacchiere che sinceramente non servono specie in contesti di crisi.

 

Ester Eroli