I mille risvolti delle successioni ereditarie

I mille risvolti delle successioni ereditarieSpesso leggendo i giornali abbiamo notato una notizia che ha richiamato la nostra attenzione. La noia di un pomeriggio domenicale trascorso magari a leggere una rivista è stato illuminato dal racconto di un fatto accaduto che ci è sembrato esagerato e assurdo, ambiguo e strano. Il nostro interesse è stato attratto dalla notizia che gente ricca, possidenti, industriali, attori americani, facoltosi manager hanno lasciato tutto in eredità al proprio gatto, al proprio cane, ad una associazione animalista, a un domestico filippino.

Molti personaggi dello spettacolo italiano hanno lasciato tutto in eredità a dei filippini, provocando l’opposizione e il risentimento dei parenti che sicuramente hanno sudato freddo durante la lettura del testamento. Queste scelte ci sono sembrate strane, dettate da cattive intenzioni verso i parenti, irreali. Le notizie di questo tipo ci hanno incuriosito e disorientato. Ci sembrava assurdo che magari, per un leggero malinteso, si potesse alla prima occasione estromettere un parente dall’asse ereditario. Ci sembrava un grave errore, fonte di guai e rovina. I parenti hanno sempre replicato e sono stati sempre pronti a battersi allarmati per i loro diritti magari impugnando un testamento. I parenti in certi casi sono stati volutamente tenuti all’oscuro dalle intenzioni, perché considerati sono dei seccatori insaziabili a caccia di eredità. Ci sembrava ingeneroso che certa gente non avesse riguardo per il proprio sangue e brigasse contro di esso. I parenti ci sembravano le vittime innocenti di queste scelte radicali, sintomatiche di una antipatia verso il parentado. Abbiamo ripensato intimamente ai pranzi domenicali con i parenti, alle foto di gruppo, ai ritratti degli sposi, alle atmosfere natalizie, ai sogni comuni . Non abbiamo dato peso ad altre cose se non agli affetti . Poi lentamente siamo cresciuti e le idee si sono schiarite. La nostra visione distorta ha preso forma distintamente. Nel campo delle relazioni parentali abbiamo scoperto invidie, rivalità, idiozie, sospetti, pettegolezzi malefici, sottrazioni, umiliazioni. Allora ci siamo per un attimo smarriti, abbiamo capito che qualcosa andava storto, i conti non tornavano.

I parenti spesso si comportavano da nemici e abbiamo capito la necessità di rivolgersi altrove per non perdere la partita. Allora abbiamo lasciato in pace i parenti ci siamo ritirati discreti nei nostri appartamenti, senza dire nulla, appagati solo dalle amicizie. Con fierezza abbiamo deciso che se ci fossimo trovati nelle stesse condizioni anche noi avremo prediletto un estraneo, un modo per punire l’indifferenza sarcastica, la freddezza lontana di parenti che non ci hanno mai degnati di uno sguardo, che non ci sono stati vicini, che ci hanno criticato e deriso. Alla fine abbiamo persino giustificato la successione a un gatto, forse più degno esemplare. Con animo lieto abbiamo accolto il mondo animale ingenuo, incapace di bassezze.

Ester Eroli