Ricchi

Il mondo moderno osanna la ricchezza che garantisce ogni comfort possibile. Con i soldi si possono fare viaggi lontani, comprare oggetti di marca, abiti firmati. Le conversazioni dei giovani vertono tutte su case, auto, bellezza, viaggi. Le discussioni avvengono solo per i soldi. Si applaudono gli amici che si sono arricchiti, che ce l’hanno fatta. I giovani ricchi sono adulati per irradiano potere in modo evidente.  I cognomi importanti sono quelli che sconvolgono le viscere.

Ipocritamente si adulano le persone in vista. Con sfacciataggine e disinvoltura  si escludono i poveri, i perdenti, incapaci di comprarsi cose firmate.

I giovani non esitano a ricorrere all’imbroglio, all’intrallazzo pur di arricchirsi in poco tempo. Giovani faccendieri si possono trovare in ogni campo immobiliare, economico, sociale. I giovani pensano agli affari solo per fare soldi, non per un miglioramento personale.

Tra i giovani crescono le scelte dettate solo dal denaro. I lavori umili, semplici sono  rifiutati perché non permettono un tenore di vita alto.

Negli ultimi tempi si assiste a un fenomeno strano, giovani ricchi che tendono a restare single. Non si sposano, non convivono pur avendo immense possibilità economiche. Vivono senza moglie, o senza marito e si godono da soli le ricchezze, come un gatto che ha rubato una preda di nascosto del padrone. E’ una scelta dettata da avidità, arida. I ricchi diventano sempre più riservati, snob. Non danno confidenza, guardano con aria di sufficienza.

Improvvisamente ci troviamo davanti a generazioni di single, benestanti, dotati di fascino, ricchi di risorse. C’è chi ha un bel lavoro di prestigio, ville sparse ovunque, immobili, barche,  gioielli e non li condivide, non da la vita a un possibile erede.

Allora si rimpiangono i vecchi tempi quando un giovane appena aveva un lavoro si sposava senza guardare tante cose.

 

Ester Eroli