Ridurre

Negli ultimi tempi i comuni sono divenuti più oculati nella loro gestione, più attenti. Si risparmia su tutto in modo preciso, razionale. E’ iniziata tutta una serie di iniziative per ridurre, per contrarre le spese in modo significativo.

Le feste paesane sono state abolite, molte commemorazioni accompagnate da rinfreschi sono state eliminate, i dipendenti comunali non hanno più in certi posti le macchinette del caffè e delle bevande, in certi ospedali bisogna portarsi la biancheria da casa, in certe scuole la carta igienica. Per natale non si fanno più i pacchi dono ai dipendenti, ma solo un insipido discorso di auguri fatto di frasi fatte. Prima si facevano pacchi con dolci, liquori, prelibatezze regionali. Si è passati dal lusso sfrenato alla miseria più nera. Non si comprano alberi di natale nuovi e non si fanno foto di gruppo con i colleghi. Il fasto del passato lascia spazio alla desolazione. Eppure ci potrebbe essere una via di mezzo. In fondo un pandoro si può regalare come buon augurio. Tutto è stato drasticamente ridotto, eliminato, soppiantato. Per i festeggiamenti non ci sono agevolazioni, incontri.

Non si usano più tovaglie rosse, addobbi, biglietti di auguri. Lo scambio di auguri fra colleghi avviene alla pausa pranzo in modo frettoloso, senza stappare nemmeno una bottiglia di vino scadente. La festa no si sente. I dipendenti trattati come persone di secondo livello, scaduti, decaduti. I dirigenti hanno invece lo stesso tenore di vita. Alla pausa pranzo vanno nei ristoranti costosi, si circondano di piante pregiate. La crisi economica sembra aver colpito solo il ceto medio basso. Per gli altri nessuno cambiamento sostanziale. Le dirigenti ostentano camicette di pizzo, gonne di raso, con il loro atteggiamento sostenuto, anzi più borioso visto il confronto con le altre. Nessuna po’ rivaleggiare dato il problema di soldi. I dirigenti avanzano con passo felpato avvolti in eleganti abiti gessati doppiopetto, con aria rilassata parlano di vacanze a Nairobi. Sono sostenuti a malapena augurano buon anno. Sono ermetici, silenziosi, austeri. Per loro sarà certo un buon anno, ma forse non per gli altri. Invitano a ridurre gli sprechi, è un messaggio chiaro rivolto ai dipendenti. La stanza dei dirigenti è piena di dolci e di regali dorati, di un profumo molto costoso.

Molti sindaci hanno abolito il carnevale, tolto le bancarelle dalle vie e dalle piazze, tolto persino i mercatini di natale. Solo le buche abbondano fino all’inverosimile ma nessuno le ripara.

Nessuno pensa al tempo libero della povera gente ormai ridotto a un lumicino. A Roma la proverbiale piazza Navona non è più un mercato natalizio già da tempo. Mentre i signori del potere si abbronzano nei mari dei caraibi la povera gente passeggia in una piazza Navona quasi deserta. I bambini innocenti sono i primi a dire che non è giusto. Ridurre spesso è levare ossigeno alle persone che ci lavorano, alla gente che vuole divertirsi magari solo un’ora. Per un anziano piazza navona era un appuntamento irrinunciabile.

 

Ester Eroli