Una passeggiata in primavera a Salve, Salento, tra natura e misticismo

Una passeggiata in primavera a Salve, Salento, tra natura e misticismoIl Salento si può visitare in ogni periodo dell’anno, anche se i mesi migliori sono aprile maggio e l’inizio di giugno. In questi mesi il tempo è eccellente e si evita il caldo afoso e secco dei mesi estivi: il Salento diventa una meta ideale perché le primavere sono sempre miti e poco piovose, spesso soleggiate, con un’aria piacevole e bella, calda e con talvolta brezze diurne.

Il territorio attorno a Salve, cittadina rinomatissima d’estate, è il tipico luogo ove ci si può rilassare e rigenerare lontano dalla frenesia del mondo moderno: è caratterizzato da fiumi di modestissima portata, piccolissimi torrenti quasi, dato il clima piuttosto arido del paese, e sarà l’ideale a pasquetta per un simpatico pic nic all’aria aperta o una piacevole passeggiata a cavallo; e se si è fortunati, magari si potrà ascoltare il canto di qualche gru, dell ‘airone grigio, o ammirare il volo del germano reale, del tarabuso, della ghiandaia marina.

Solo una piccola parte del territorio attorno alle marine di Salve è boscosa; i gruppi di pini, querce e faggi crescono soprattutto nell’interno, dove sono esposti alle correnti umide. In queste zone regna una natura incontaminata, e l’aria pulita e il clima mite rendono piacevole qualsiasi passeggiata tra graziose masserie circondate magari da qualche sopravvissuto dolmen. La macchia mediterranea, con querce da sughero, lentischi, lecci e altre specie sempreverdi si presta a indimenticabili passeggiate in primavera, ma anche ad escursioni più impegnative tra percorsi che si snodano tra rigogliose campagne ricoperte di uliveti e vigneti, o magari tra borghi antichi.
Non è raro trovare varie piante legnose in questi territori, come ulivi, una delle principali colture del paese, viti, mandorli, fichi e carrubi. Arbusti ed erbe costituiscono la formazione naturale propria delle zone attorno alle marine di Salve e qui, durante un giro in bici, muovendosi ai margini delle strade di campagna e dei sentieri e respirando aria fresca e sana, si potrà godere dello splendido paesaggio interrotto ogni tanto da muretti a secco.

Una rilassante passeggiata per le viuzze di Salve, senz’altro porterà fino alla chiesa parrocchiale di San Nicola, costruzione presente fin dal VI secolo, anche se solo un millennio dopo cominciarono i lavori di ampliamento, data la crescita della popolazione. Alla fine del 1600 vennero costruiti il campanile (in seguito distrutto da un incendio, e poi ricostruito), e la torretta per l’orologio. E’ famosa per il maestoso organo in legno di Tommaso Mauro con cassa, di forma rettangolare, e numerose decorazioni: di recente è stato restaurato e mostra 393 canne metalliche tutte martellate a mano: è l’organo funzionante più antico della Puglia e fra i più antichi d’Italia.
Le antiche statue in pietra leccese sull’ altare di San Nicola raffiguranti S.Nicola, S.Sebastiano, S.Rocco e la Madonna vennero sostituite in seguito con delle altre realizzate in cartapesta. La statua di San Nicola, ha come emblema il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d’oro) in relazione alla leggenda di una dote concessa a tre fanciulle che altrimenti sarebbero state avviate alla prosituzione dal padre povero. San Nicola magno, noto anche come san Nicola di Myra e san Niccolò, vissuto nel 300 d.c. ed eletto vescovo, difendeva la fede cristiana in un momento storico particolarmente ostile, e si dimostrò buono e tollerante verso i deboli e i perseguitati. Si racconta che resuscitò tre bambini che un macellaio aveva ucciso, e per questo episodio San Nicola è venerato come protettore dei bambini. Il santo oggi è patrono anche dei mercanti e commercianti e per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
Di fronte alla chiesa matrice, sorge una Colonna votiva costituita da un alto basamento e sormontato da un capitello. Sorregge una statua di San Nicola nell’atto di benedire.
Sul presbiterio della chiesa c’è una maestosa statua in pietra leccese realizzata ai primi del ’600 che raffigura un cristo flagellato; era stata spostata in una cappella di campagna, e poi rubata; ritrovata, è stata riportata in chiesa. Entrando nella chiesa, al centro della parete di fondo dell’abside, si vede un meraviglioso e suggestivo crocefisso ligneo che sorprende con la sua indiscutibile bellezza anche se dalle dimensioni ridotte.

La chiesa di Santu Lasi (san Biagio) nel comune di Salve, dall’architettura semplice e lineare, ha origini antichissime, si trova lungo la strada che conduce verso la campagna, una strada circondata da oliveti molto suggestiva; più avanti la stessa strada diventa stretta e poi diventa solo una mulattiera. Qui lo scenario cambia: non più mandorli e olivi, ma vigne che si perdono all’orizzonte. Si comincia ad intravedere la chiesetta, riedificata all’inizio del XVIII secolo dopo un crollo, che determina emozioni e forti suggestioni in chiunque voglia avvicinarvisi.
San Biagio era un medico che visse visse tra il III e il IV secolo d.c., a Sebaste in Armenia (Asia Minore) ove guariva e ammansiva gli animali della foresta, salvò un bambino che aveva ingoiato una lisca di pesce (ecco perché viene ricordato come il protettore delle malattie della gola), ordinò a un lupo di riportare indietro la preda rubata in una fattoria (e quindi è protettore degli animali). A causa della sua fede fu straziato con pettini di ferro.
Nel 1717 venne donata alla chiesetta la statua raffigurante san Biagio, e qui è posizionata, dove la luce e le ombre si fondono e creano un vortice di incredibili sensazioni.
Nelle vicinanze c’è una masseria, e l’’itinerario per raggiungerla è servito da tranquille e silenziose strade di campagna; è immersa in un’esuberanza di verde, di recente restaurata con rispetto e amore, e dichiarata “bene di interesse culturale particolarmente importante”, sorge sul sito dell’antico casale di San Biagio, sito contornato dall’infinita varietà di colori dei prati in fiore e delle tenere gemme degli alberi, e che raccoglie storie, ricordi, pensieri, emozioni, sensazioni.
Il 3 febbraio a Salve si svolge la festa dedicata a San Biagio che prevede una serie di funzioni religiose, quali la processione e la messa; la processione di origini remote, a cui partecipa una folla di fedeli, si svolge per strade e le piazze; i fedeli seguono in religioso silenzio, un cerimoniale rivolto ad esaltare il simbolismo della statua di San Biagio.

 

Raffaella Russo

 

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