Fuga dal Natale

A Natale secondo la tradizione si dovrebbe diventare più buoni. Ai nostri giorni invece ognuno pensa egoisticamente, in modo superbo ad affrettare l’esecuzione di propri progetti come l’acquisto di un oggetto, un viaggio. Lo spirito del natale si stempera, evapora in una atroce contrazione del cuore. Si rischia di perdere di vista veramente il valore della festa.  Molti giovani, educati male,  con madri indulgenti, pensano solo alla sorpresa dei regali e ai viaggi. Dopo aver guardato i regali con una smorfia di indifferenza puntano indisturbati  a fare viaggi da sogni magari con i soldi della nonna. Vogliono apparire importanti, al passo con i tempi. Il natale perde il suo carattere intimo. I figli, i nipoti sono lontani all’altro capo del mondo. Eredi mediocri hanno disertato, abbandonato il desco familiare. La fuga non è solo dai propri luoghi di origine, di vita ma anche spesso dai riti del natale.

Infatti non si fanno viaggi in luoghi dove si celebra comunque il natale. Si preferiscono mete dove il natale è accolto con distacco, bandito. Sono culture diverse, civiltà diverse. Sono sempre più i giovani e non solo loro che si recano in posti dove non si riconosce il valore del natale. Si consumano velocemente viaggi con la voracità dei cannibali per trovarsi bruscamente a contatto con realtà diverse. Tutto questo magari per ostentare modernità e ricchezza, per copiare gli amici, per mostrare il proprio mutato tenore di vita . Si acconsente a lasciarsi alle spalle il natale. Ogni viaggio ha la sua motivazione. Ogni ragazza obbliga il fidanzato o viceversa a mantenere la promessa di un viaggio piuttosto che una noiosa riunione di famiglia.

I nonni allora , i genitori rimasti soli per un eccesso di rabbia si chiudono a riccio, chiudono le porte a tutti, non festeggiano o festeggiano in tono minore. Si guardano intorno con aria smarrita. Pensano a  quelle terre lontane, a quelle strane tradizioni locali.

Le fughe dal natale sono sempre più numerose e lasciano l’amaro in bocca.

 

Ester Eroli