Italia: numero uno nella medicina dello sport

Italia: numero uno nella medicina dello sportCon mio grande stupore unito ad un pizzico d’orgoglio, ho scoperto un fattore positivo che fa primeggiare l’Italia nel mondo: la legge sulla medicina dello sport.

E’ proprio così, me ne sono reso conto recentemente, di persona, allorché sono andato ad iscrivere mio figlio decenne ad una rinomata scuola di calcio. Gli è stata prescritta una serie di controlli come: la valutazione antropometrica, la spirometria, l’ECG basale, l’ECG sotto sforzo, nonché esame del sangue e delle urine. Sono rimasto piacevolmente sorpreso nell’apprendere (da ex atleta) che l’Italia è attualmente l’unico Stato al mondo ad essersi dotato di una legge relativa all’idoneità fisica per la pratica dello sport(DM.1982 e 1983). Detta legge prevede una certificazione medica susseguente contolli clinici e strumentali obbligatori, con cadenza annuale, per chiunque pratichi sport a livello agonistico e quindi tesserato in una qualsiasi federazione sportiva. Lo scopo di detti provvedimenti sanitari è lo scoprire eventuali patologie che potrebbero aumentare il rischio di gravi danni fisici, se non addirittura un decesso improvviso.

Bisogna sottolineare l’importanza della medicina dello sport per tutti coloro che intendono praticare attività fisiche anche se non a livello agonistico. Poter valutare anche solo preventivamente le condizioni di chi intende iniziare la pratica di una disciplina sportiva, o magari riprenderla dopo anni d’inattività, è fondamentale proprio per la sua stessa incolumità, così come avere una corretta indicazione sulla confacenza corporea dello sport che s’intende praticare, sulla giusta alimentazione e sulla prevenzione di eventuali patologie.

La medicina sportiva si occupa anche dell’annoso problema del doping, vigila costantemente sulle possibili frodi sportive, sugli ottenimenti di risultati eclatanti, controllando se ottenuti con sostanze stimolanti illecite, ufficialmente proibite. Detti controlli non sono solo periodici e costanti ma a volte a sorpresa, proprio per evitare sorprese.

Svolge, inoltre, un’indispensabile funzione educatrice e morale rivolta a tutti: atleti, studenti, familiari, genitori, tecnici, operatori di settore, finalizzata a far conoscere gli effetti benefici delle attività sportive qualora praticate con la dovuta accortezza e correttezza.

D’altronde se un Paese come il nostro, piccolo se paragonato ad altri ovviamente, che con i suoi (soli) 58 milioni di abitanti riesce ad essere costantemente tra le prima quattro o cinque nazioni al mondo in quanto a risultati sportivi nel complesso di tutte le discipline, non può esser soltanto derivato dal talento atletico, dalla tecnica e dalla pratica sportiva, anche la medicina dello sport credo che abbia dato e continui a dare il suo fondamentale contributo.

 

Adriano Zara