L’attualità di Boccaccio

L’attualità di BoccaccioL’ultima fatica degli ultra ottantenni fratelli Taviani è Maraviglioso Boccaccio, un altro tributo alla letteratura italiana dopo il favoloso Leopardi di Martone, non attraverso stavolta la vita di Giovanni Boccaccio, comunque interessante e ricca di eventi, ma tramite la sua opera più famosa tra le molte che scrisse, Il Decamerone, letto, ricordato con piacere e amato da generazioni di studenti e studiosi.

Paolo e Vittorio Taviani costruiscono la loro narrazione, al contrario di quanto aveva fatto più di quarant’anni fa Pasolini, partendo dalla cornice delle novelle, e cioè l’incontro di dieci amici, sette ragazze (le donne sono preponderanti per Boccaccio e i due registi) e tre ragazzi, che decidono di fuggire da una Firenze devastata dalla peste che ha perso dignità, pietas e senso civico, per rifugiarsi in campagna dove, per passare il tempo, si raccontano le storie più diverse, da quelle comiche a quelle tragiche passando per quelle licenziose che hanno fatto poi la fortuna dell’opera, anche se poi le cose davvero porcelle si leggono in raccolta di novelle scritte su imitazione di Boccaccio da autori minori.

Per ovvie ragioni di tempo, nel film sono state scelte solo cinque novelle, comunque rappresentative delle tante anime di Boccaccio, quella sentimentale a lieto fine con qualche riferimento gotico di Monna Catalina, quella comica di Calandrino, quella tragica di Ghismunda, quella licenziosa e spassosa della badessa Usimbalda e quella struggente di Federigo degli Alberighi.

I fratelli Taviani hanno voluto, con il loro film, rivolgersi ad un pubblico di giovani per invitarli a reagire alle pesti del mondo di oggi, l’integralismo islamico in una parte del mondo e l’inattività cronica portata dalla crisi in Occidente. Il film ha come punti forti un’ottima fotografia, gli scenari di una Toscana a dir poco meravigliosa, la scenografia e i costumi, che ricostruiscono un Medio Evo più da fiaba che reale, poco sporco malgrado la peste e sospeso fuori dal tempo, con comunque cura dei particolari e tutti gli elementi dell’epoca come la vediamo oggi in lontananza.

Forse l’unica cosa poco riuscita è il cast, anche se Lello Arena padre geloso è bravo e la badessa Usimbalda di Paola Cortellesi è da rotolarsi: ma anche questo è nell’ottica di rivolgersi non ad un pubblico di letterati, che conoscono e amano già l’autore, ma a chi è digiuno ma magari conosce bene divi di rotocalchi e di fiction.

Maraviglioso Boccaccio non è il film migliore dei Taviani, ma ha comunque il merito di far venire di nuovo voglia di leggere il Decamerone, classico che viene imposto a scuola ma che alla fine si ricorda sempre con piacere e simpatia, nonno di tutta la narrazione in prosa alla base dei romanzi di oggi e ispiratore di altri esperimenti simili come I racconti di Canterbury di Chaucher e Le piacevoli notti di Straparola e di aprire la strada ai generi letterari come li conosciamo oggi.

 

 

Elena Romanello