Luoghi innominabili

Sempre ci ha affascinato la figura dell’Innominato dei Promessi Sposi, proprio per quella sua aura di mistero. Si tratta di un uomo il cui nome non può essere fatto per nessuna ragione al mondo. Anche ai nostri giorni esistono luoghi che sono come l’innominato. Certi posti di vacanza non possono essere nominati, semplicemente pronunciati o detti agli altri. I luoghi mitici di vacanza sono sempre gli stessi. Nell’immaginario collettivo predomina il mar Rosso, gli Stati Uniti, la costa Smeralda, gli Emirati Arabi, la costa brava, la costa azzurra, le dolomiti ecc. Ci sono persone che vanno in vacanza in luoghi sperduti, poco appetibili dal punto di vista turistico, luoghi abbandonati da Dio, situati in qualche provincia sperduta italiana, su qualche monte di poca importanza, in qualche valle verdeggiante senza confort, senza servizi, senza divertimenti. Per rilassarsi ci sono persone che si recano volutamente in posti inospitali, privi di luoghi di ritrovo. Altri magari privilegiano mete abbordabili, senza pretese, normali, senza lusso, senza sfarzo, senza grilli per la testa. Ci sono persone ad esempio che tornano al loro paese, un posto sperduto senza divertimenti e discoteche, ma non possono dirlo. Dire agli altri, a amici e parenti, la propria scelta diventa un problema. Si viene derisi, presi in giro. Ci sono luoghi che non si devono frequentare perché no sono in, non si devono pronunciare, il loro nome genera ribrezzo, ci sono nomi di località balneari, montane che non possono essere pronunciate. Ci sono luoghi innominabili e chi li frequenta è degno di essere messo al bando, di finire alla gogna. Ad esempio un romano non po’ dire di essere finito in vacanza a Ostia, a Fregene. Troppo vicino casa, in un luogo comune, affollato, insignificante. Allora molti mentono spudoratamente e dicono magari di essere stati sul Gargano, alle Tremiti per confondere gli interlocutori. Una persona non può dire di essersi recata a passare dei giorni a Lucca, a Campobasso, a Montasola, paesino nella provincia di Rieti. Ormai circolano solo nomi di località prestigiose. Così la gente si vergogna a fare il nome di questi luoghi giudicati out. I vip vanno in Sardegna, a Formentera e allora quelle sono le mete ambite. Il resto è spazzatura. La soluzione c’è ed è a portata di mano: mentire, bugie su bugie e allora ci inventiamo l’albergo con la piscina, gli apertivi sulla spiaggia, i giochi di società nei villaggi turistici. Passare le vacanze in un tranquillo paesino sembra passato di moda. Per non sentire chiacchiere e pettegolezzi e per non farci prendere da persone idiote ci inventiamo vacanze da sogno in luoghi esotici. In fondo diamo in pasto ai nostri interlocutori quello che vogliono fortemente sentirsi dire. Vengono accontentati puntualmente. La crisi economica forse farà riscoprire paesi lasciati soli, dove nessuno va per paura di essere scoperto. In fondo frequentare posti sereni, poco apprezzati e conosciuti non è un delitto da punire con l’ergastolo, come qualcuno vorrebbe.

 

Ester Eroli

 

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