Avanzi

Ci sono persone educate, sensibili, oneste, concrete che non hanno mai dato importanza ai soldi, alle ricchezze, ai possedimenti, che non amano il senso di appartenenza. Nella nostra epoca tutto è invece incentrato sui soldi, sul denaro che ci tiene a galla, che è elemento di distinzione sociale. Allora con il tempo anche la gente più mite si è fatta prendere dal demone dei soldi. Tutti si affannano come dannati in preda all’ansia  per guadagnare di più. I soldi servono per curarsi, per divertirsi, per evadere. Con i soldi si può dare nell’occhio, richiamare l’attenzione, essere corteggiati da persone benestanti, ringiovanire con operazioni costose. Con i soldi si possono comprare tante, troppe cose e si può avere in pugno una persona. Ci sono persone che sposano per interesse senza amore, solo per avere i soldi in tasca. L’amore che si esaurisce e che è tenuto in piedi dalla forza virile dei soldi. Tutti giocano al lotto, nelle slot machine, si stordiscono nelle sale gioco per avere successo, per vincere una somma di denaro sostanziosa che consenta di risollevarsi dalla indigenza. Tutti ci somigliano quando costernati ci accorgiamo di aver perso al gioco. Con i soldi ovviamente ci si abitua a tutto, ad avere servitù, a fare viaggi transoceanici, a vestirsi con abiti eleganti e firmati., alla moda  Ci sono quelli che fanno degli intrallazzi pure di avere soldi liquidi e conducono una vita scellerata.

Di solito i ricchi sono tracotanti, poco delicati e canzonano i poveri in un modo o nell’altro. Sono insensibili, impertinenti perché loro sono felici. I ricchi hanno amici, compagnie allegre, un futuro sicuro, hanno pellicce, ville, oggetti preziosi che ostentano con orgoglio.

I poveri sono miti, nati in una famiglia senza risorse non si fanno illusioni. Conducono una vita ritirata e guardano i ricchi divertirsi con l’anima piena di lividi. I poveri non possono pagarsi le badanti, le gite in barca, e le visite a pagamento e cercano di resistere tra sfratti e ristrettezze. I poveri spesso si sentono inutili. In alcuni casi i poveri vivono con gli avanzi, con gli scarti dei ricchi. Libri gettati nuovi nella spazzatura nei quartieri dei ricchi vengono raccolti dai poveri, come pure gli abiti che magari vengono scartati solo perché hanno un bottone mancante. Le ragazze del popolo spesso comprano gli abiti nei mercatini dell’usato frugando fra scaffali e banchi polverosi. I poveri passano da una occupazione all’altra e anche quando hanno talento e hanno studiato sul serio non sono accolti nel mondo del lavoro. Si devono accontentare di stipendi da fame, di pochi spiccioli. I posti di rilievo, importanti sono occupati dai ricchi. Ci sono poveri che toccano persino il fondo dell’indigenza indebitandosi. Per i poveri non c’è vita movimentata, solo una vita monotona, fatta di rinunce, di disperazioni, di speranze. Spesso i poveri fanno lavori che i ricchi scartano considerandoli poco dignitosi.

Molti poveri ai nostri giorni non fanno più figli per evitare che essi subiscano la stessa sorte e siano costretti a vivere di stenti e di scarti. Sono stufi di vivere di avanzi delle mense opulente dei ricchi. Spesso alcuni poveri restano disoccupati a vita e questo solo li accomuna ai ricchi. I poveri come alcuni ricchi non esercitano alcuna professione e questo ancora accade ai nostri giorni.

 

Ester Eroli