Condizioni di lavoro stressanti e atteggiamenti sessisti

Condizioni di lavoro stressanti e atteggiamenti sessistiSpesso lavoriamo duramente, con grinta e una cappa scura ci copre la mente, ottenebrata dal troppo stress. Perdiamo persino il senso della vita presi dal vortice degli impegni o andiamo in confusione. Come sonnambuli procediamo, esigenti verso noi stessi, tolleranti con i colleghi. Devoti al lavoro cerchiamo di non essere maldestri e di operare a stretto contatto con gli altri, per fare all’occorrenza anche un valido gioco di squadra. Non ci rendiamo conto, chiusi nella stanza del nostro ufficio o nella nostra sede di lavoro, come una cella monacale, di quello che accade intorno a noi.

Lavoriamo con fermezza, tirando il fiato solo alla sera quando abbiamo finito il turno. Gli svaghi, i pensieri gentili vengono riservati alla sera quando torniamo nelle nostre case. Ci incontriamo con i colleghi ai distributori di caffè svolgendo le stesse sterili conversazioni. Comprendiamo di non essere capiti. Con il tempo ci rendiamo conto di non essere in un’oasi di pace. Donne superbe ci sfrecciano davanti con tono cortese e sguardo ironico. Rivalità, invidie, gelosie sono all’ordine del giorno. Negli ultimi tempi ci accorgiamo che sta aumentando vertiginosamente un fenomeno da molti conosciuto come mobbing. Oltre al mobbing sono aumentate le molestie. Mentre prendiamo affannosamente appunti ci capita di avere un collega o un superiore al fianco che è una vera e propria spina. Atteggiamenti persecutori ci spaventano terribilmente.

Sia colleghi che superiori, apparentemente perfetti gentiluomini, talvolta nei confronti delle donne si lasciano andare ad avance spudorate. Le donne giovani vengono prese di mira come fossero barattoli di miele. Sono costrette a subire battute salaci, strisciate sul corpo, insinuazioni, parole affettuose. Alcune donne sono lusingate, la maggior parte irritate. L’irritazione nasce dal fatto di essere considerate solo oggetto sessuale e non persone pensanti. Le avance sono fatte senza stile, senza garbo, alla cieca si corteggiano più donne contemporaneamente senza discrezione. Si corteggia una donna in presenza di un’altra anche essa molestata. Come se le donne fossero tutte uguali. Gli sguardi dei superiori si animano solo alla vista delle bellezze dell’ufficio, per le altre, anche se brave, solo parole fredde di circostanza, mai elogi e frasi gentili.

Molti superiori si comportano da veri mascalzoni, in cerca solo di carne fresca, e si atteggiano a playboy. Le donne vengono costantemente tenute d’occhio come un gregge di pecore, a loro ci si rivolge con inflessione lasciva. Gli uomini di potere non abbassano la guardia, il loro potere li spinge ad essere più sfacciati, meno circospetti. Le donne brutte si confondo nel branco. Per evitare pettegolezzi le donne perbene, anche se colte alla sprovvista, tirano diritto, fanno finta di nulla, cercano scorciatoie. Ribellarsi potrebbe essere sgradevole e pericoloso.

Nel nuovo sistema femminile di potere assistiamo all’inverso. Capi donne che cercano di sedurre i dipendenti, in un perverso gioco in cui è facile perdersi. Ci si sente abbandonati davanti a gesti scurrili e parole sconce. Un nuovo arrivato deve subire l’assalto continuo degli altri oltre che ubbidire agli ordini dei superiori. Difficile è stare dietro a queste situazioni, soprattutto quando un capo ci tratta con modi bruschi e sbrigativi per ritorsione.

Il lavoro in questo modo diventa un incubo rituale. Sul lavoro invece avremo bisogno di un clima sereno e di rassicurazioni. Il lavoro invece ci cambia la vita totalmente, la condiziona. Ergiamo barriere per paura di soffrire e riserviamo affetto sincero solo ai colleghi bravi. Nei corsi di preparazione, durante la formazione si dovrebbero imparare anche le regole di buona condotta. Si dovrebbe imparare il rispetto degli altri. Si potrebbe venir bocciati a un corso, a un colloquio di lavoro anche per eccessiva maleducazione. Certi requisiti dovrebbero essere considerati al momento dell’assunzione di un soggetto. Il lavoro non sarebbe più considerato un sacrificio, ma uno dei tanti aspetti gioiosi e sani della vita.

 

 

Ester Eroli