Disumane reazioni a seguito di un lutto

Disumane reazioni a seguito di un luttoOgni giorno il cielo sopra di noi è lo stesso, magari più nuvoloso, più terso a seconda delle stagioni, la strada che percorriamo ogni giorno è la stessa, le stesse facce sull’autobus, gli stessi colleghi eppure nell’aria si respira ogni tanto un’aria disumana che rasenta l’incubo. Spesso ci troviamo davanti a un baratro pauroso. Basta leggere il giornale e il mondo ci crolla addosso con il suo ingombrante peso. La rigida donna di ferro la famosa lady Margaret Thatcher si è spenta ultraottantenne in Inghilterra. Non abbiamo visto volti tristi nelle tv, sui giornali ma folle di gente, per lo più giovani, ballare nelle strade, esultare come se quella morte fosse una liberazione. Gioire per la morte di una persona, come si gioisce per la vittoria della squadra del cuore. Un modo raccapricciante di interpretare la notizia di una morte. Una persona non vedrà più il verde dei prati, la bellezza di un tramonto e noi siamo contenti, brindiamo. Ci si accappona la pelle al pensiero che soltanto una persona, una sola possa esultare per la nostra dipartita, figuriamoci un gruppo. Ci sentiamo mancare il respiro all’idea di non essere ricordati neppure per un secondo. Allora veramente tutto si dissolve nella poca nebbia di memorie come diceva il poeta Montale. Allora veramente lavorare, darsi da fare è vano, inutile. Eppure forse anche noi nel profondo del cuore ci siamo rallegrati per la morte di sanguinari dittatori, di spregiudicati tiranni, di cattivi capi di stato. Ci siamo pentiti, abbiamo sentito un senso di colpa, ma a tratti anche un senso di sollievo. In fondo ci siamo liberati di un’oppressione, di una dittatura, di una ingiustizia. Allora ci viene da pensare che stiamo diventando tutti delle bestie disumane, ma anche che conviene comportarsi bene se non vogliamo vedere gli altri godere della nostra fine. Forse un comportamento corretto, onesto, pulito, perfetto ci riscatta, ci consente di essere ricordati per la nostra bontà d’animo. Se Hitler non fosse stato così ambizioso e corrotto forse avrebbe anche lui una via dedicata, un pensiero gentile, un ricordo. Dolosamente ci rendiamo comunque conto che stiamo scivolando lentamente verso l’assenza totale di sentimenti e del sentimento di pietà. La pietà per i defunti è citata anche nei testi di diritto. Sicuramente chi esulta per la morte di una persona non ha studiato nessun testo di diritto, evidentemente perché non ha ricevuto nessun tipo di educazione.

 

Ester Eroli

 

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