Il gioco delle poltrone politiche

Il gioco delle poltrone politicheIl territorio della politica è sconfinato, pieno di sorprese, di promesse, a tratti misterioso. La gente sceglie alle elezioni sempre i candidati più loquaci, più disinvolti, pieni di grande vigore, più partecipi della vita pubblica, più attivi e geniali. I politici prescelti diventano i responsabili dei destini dei più. Nel maestoso campo della politica viene sempre messa da parte ogni cautela per privilegiare l’audacia. Ogni movimento politico cerca di guadagnare avidamente più poltrone possibili, più posti di rilievo. Il sogno è quello di raggiungere le vette del potere, di arrampicarsi fino all’olimpo, di volare alto come frecce per ottenere la considerazione di molti. Per anni si lotta contro le difficoltà, nel chiuso delle sezioni, per guadagnarsi un posto, per poter alzare gli occhi al cielo in segno di trionfo, per poter godere un inebriante successo, una eccitante vittoria. Con pazienza si difende il proprio operato, con allegria e spavento si attende il futuro. Tutti sono dotati di un grande appetito, nessuno rinuncia a una posizione di prestigio. Nel gioco delle poltrone, nella spartizione delle sfere di influenza ognuno tira l’acqua al proprio mulino e non risparmia bordate alla coalizione avversaria. La gente comune viene contattata per fare numero, per farla partecipare ai sondaggi, per esplorare i sentimenti del popolo. Tutti considerati come piccoli granelli di polvere, che non hanno voci in capitolo, che volano nello spazio di un mattino, di un giorno, quello delle votazioni, e che poi tornano al loro posto, segregati nel chiuso di un cassetto, di una vita condotta con la tristezza nel cuore. Con un sospiro di rassegnazione, dopo il voto, dopo il fumo negli occhi, la gente torna al suo posto. Intanto i politici chiacchieroni, dalla voce alta, hanno ottenuto quello che volevano e fra loro condividono la gioia di una bella poltrona di pelle. Nel gustoso giro di poltrone l’unione fa la forza. Ogni politico è felice di vedere il proprio nome scritto sui giornali, nei libri, di essere riconosciuto per la strada. Gli amici politici condividono programmi, idee, sedie. La cerchia delle amicizie aumenta in uno scambio proficuo di favori. La gente non si inganna, sa che conviene coprirsi gli occhi per non vedere. La gente beffata, illusa dai discorsi pomposi si sente perduta, si sparpaglia indecisa. La sua visione del futuro è nitida: ci sarà un nuovo giro di poltrone, una nuova danza. Allora fra il popolo subentra una rassegnazione disperata come quella di Rosso Malpelo della novella di Verga. Il ragazzo fragile, debole si lascia maltrattare, anzi prova un compiacimento morboso, quasi sadico, come se provasse gusto a farsi martoriare e prova piacere a maltrattare gli altri. Le intenzioni della povera gente sono valide, solo che la gente è poco considerata, perdutamente abbandonata a se stessa. La verità della politica è una sapienza speciale che nasconde esili e insidiosi inganni. La gente, con lo zaino in spalla, deve solo pagare a caro prezzo i suoi sogni.

 

“Non si dimentichi mai che si è eletti per operare; e non si opera per essere eletti. La confusione dei fini risulterebbe nefasta.”

Giulio Andreotti

 

 

Ester Eroli